Video Interviste

Le Video Interviste EMDR

In questa pagina troverete 9 video relativi a un evento tenutosi nel 2015 presentato dal giornalista Marco Liorni, dove intervengono il Presidente EMDR Italia e Europa Isabel Fernandez e diversi testimoni di traumi ed eventi stressanti anche noti (Costa Concordia, S. Giuliano di Puglia …)

Filo conduttore è l’EMDR per comprendere come sia stato terapeutico per le vittime di eventi traumatici, anche attraverso un intervento che spiega la sua evidenza a livello neurofisiologico.

Il trattamento EMDR è il metodo psicoterapeutico più studiato a livello scientifico riguardo la psicotraumatologia, dimostrando la sua efficacia tanto da essere inserito nelle linee guida dell’ Organizzazione Mondiale della Salute (OMS).

Inoltre l’ EMDR è approvato dal Ministero della Sanità e dal Ministero della Difesa italiani.

Può il nostro cervello affrontare e superare un grosso trauma come un grave lutto, una violenza, un terremoto, un atto terroristico, una catastrofe?

È possibile ritornare a vivere serenamente come prima di un avvenimento che ci ha stravolto la vita?

Purtroppo dopo un accadimento drammatico, la memoria dell’evento resta “congelata” nelle reti del cervello, l’informazione non può essere elaborata e continua a provocare, negli anni, patologie come il disturbo da stress post-traumatico e altri disturbi psicologici.

E’ stato recentemente dimostrato come eventi stressanti e traumatici predispongano a disturbi patologici e disturbi di carattere medico, nel senso che il trauma agisce scatenando anche patologie organiche.

Nei video saranno presenti anche dei sopravvissuti ad attentati terroristici che racconteranno come sono riusciti a superare il trauma: Alessandra Morelli, delegata dell’UNHCR-Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati, bersaglio di un grave attacco bomba nel febbraio del 2014 a Mogadiscio e Luca Leodori, sopravvissuto all’attacco terroristico al Taj Hotel a Mumbai nel novembre 2008.

E ancora, la morte di un figlio nel crollo della scuola elementare durante il terremoto nel 2002 a San Giuliano di Puglia, un marito violento che prova a uccidere e tiene in ostaggio la moglie per mesi, il disturbo da stress postraumatico affrontato dai militari italiani in missione in Afghanistan, il panico durante il naufragio della Costa Concordia, il rapimento e sequestro per 14 mesi di una volontaria italiana da parte di Al-Qaeda, il clima di sospetto tra gli abitanti di Brembate di Sopra durante le indagini dell’omicidio di Yara Gambirasio.

Le testimonianze video sono state raccolte nel corso di un evento organizzato dall’Associazione per l’EMDR in Italia; nello speciale: gli interventi di Isabel Fernandez, Presidente dell’Associazione e Paola Vinciguerra, Responsabile della comunicazione che presentano i risultati di ricerche su gruppi e terapie su singoli pazienti; il racconto di testimoni di casi traumatici che hanno ricevuto la psicoterapia; i ricercatori Marco Pagani(CNR) e Giorgio Di Lorenzo (Tor Vergata) sullo studio effettuato su 60 volontari a 10 anni dal terremoto di San Giuliano di Puglia

Che cos’è l’EMDR? Come funziona? Che cosa avviene nel nostro cervello quando si elabora un forte trauma? Per chi può essere efficace?
Raffaele Barberio, Direttore di Key4biz, intervista Paola Vinciguerra,
Responsabile della comunicazione dell’EMDR in Italia.
Eye Movement Desensizitation and Reprocessing è efficace sia per traumi con T maiuscola (come possono essere quelli legati a gravi calamità naturali, violenze, incidenti) sia per traumi con la T minuscola (traumi relazionali, lutti …)

Superare un grosso trauma, un lutto, una catastrofe: l’efficacia della terapia EMDR.
Videoreportage: Può il nostro cervello affrontare e superare un grosso trauma come un grave lutto, una violenza, un terremoto, una catastrofe? È possibile ritornare a vivere serenamente come prima di un avvenimento che ci ha stravolto la vita?

Nunziatina Porrazzo ha perso suo figlio di 7 anni nel crollo della scuola elementare durante il terremoto nel 2002 a San Giuliano di Puglia, in Molise.

Marco Pagani del CNR e Giorgio Di Lorenzo dell’università di Roma “Tor Vergata” presentano i risultati di una ricerca condotta su 60 volontari: nel cervello delle persone sopravvissute a eventi catastrofici è possibile documentare con l’elettroencefalogramma l’attivazione delle aree cerebrali legate alle rappresentazioni più cariche di significato emotivo quando viene rievocato il trauma, ma dopo il trattamento EMDR il ricordo traumatico attiva altre zone, dotate di maggiore capacità di elaborazione cognitiva.

Naufragio della nave Concordia La giornalista Patrizia Perilli non riusciva a cancellare dalla mente i momenti drammatici vissuti durante il naufragio della Costa Concordia, le ritornavano quotidianamente i frame della tragedia, “era come se non fossi mai scesa da quella nave, vivevo costantemente sulla scialuppa. Eravamo in 200 su una scialuppa e pensavo che stesse finendo tutto. Sono riuscita definitivamente a ‘sbarcare’ grazie all’EMDR”.

Maria Sandra Mariani, volontaria rapita in Algeria da Al-Qaeda, sequestrata per 14 mesi. Dopo la liberazione Mariani non riusciva a stare tra la gente, si sentiva un senso di colpa sia per essere stata rapita e sia per essere stata poi liberata. Il miglioramento è stato avvertito dopo le prime sedute di terapia.

Ripetuta violenza carnale e segregazione Chiara Invernizzi è stata tenuta in ostaggio per dieci mesi dal marito arabo a Gedda, in Arabia Saudita, e dopo il trauma soffriva d’insonnia con ripetuti incubi notturni. Ha ritrovato il sonno dopo le prime due sedute.

Le indagini sull’assassinio di Yara Gambirasio e il germe del sospetto in una piccola comunità come Brembate di Sopra, possono sviluppare una sensazione persecutoria generalizzata.
Ne parlano Paola Vinciguerra, responsabile della comunicazione dell’ EMDR in Italia e Isabel Fernandez, presidente dell’associazione EMDR Italia

“Giá nel 2003 abbiamo iniziato una collaborazione con l’associazione Emdr Italia per incrementare la conoscenza della tecnica Emdr contro il disturbo da stress post traumatico che si può presentare specialmente dopo le missioni – spiega il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi – abbiamo iniziato a formare una serie di ufficiali medici e stiamo avendo ottimi risultati. Possiamo dire che siamo talmente convinti che la tecnica produca effetti che il comitato tecnico scientifico presso lo stato maggiore ha deciso di incrementare i medici in grado di usare questa metodologia”.